capture 365 24032020 190022"Se l'epidemia fosse scoppiata al Sud sarebbe stata un’ecatombe". Lo ammette amareggiato Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud, aggiungendo che tutto questo è frutto del disinvestimento nella sanità pubblica. Ma i problemi vanno ben oltre perché il meridione deve fare i conti anche con la questione lavoro. "Qui l'economia ha una vasta zona grigia di sommerso che ha riflessi anche sull’economia legale". Finora, come previsto, le misure del governo a sostegno dei lavoratori hanno riguardato "l'emerso". Ma, per Provenzano, "se la crisi si prolunga, dobbiamo prendere misure universalistiche per raggiungere anche le fasce sociali più vulnerabili: le famiglie numerose, oltre a chi lavorava in nero. Non basta la cassa integrazione in deroga per gli artigiani".Una frase che non è piaciuta al leghista Roberto Calderoli: "Pensavo di aver viste tutte, ma mi mancava un ministro che chiede allo Stato di sostenere anche chi lavora al nero". E ha aggiunto: "Forse Provenzano lo ignora, ma chi lavora in nero ruba a tutti e usufruisce senza mettere un euro dei servizi finanziati da chi le tasse le paga e quindi ruba due volte". Per questo il vicepresidente del Senato si appella a Giuseppe Conte: "Il premier può e deve revocargli le deleghe. Se il premier Conte non lo fa allora significa che condivide il pensiero di Provenzano e quindi a dimettersi dovrebbe essere lui".

 

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