capture 350 16022020 121143Caro Ezio Mauro, dopo aver scritto una letterina garbata a Francesco Merlo, ne scrivo una pure a te, che sei un grande giornalista, già ottimo direttore, onde rispondere al tuo articolo di fondo di ieri. Nel quale rimproveri Salvini per aver attaccato la Repubblica durante il suo discorso difensivo pronunciato in Senato. Sferzare i cronisti non è esercizio simpatico, puzza di censura e mira a intimidirli. Da anni anche io nel mio piccolo vengo bistrattato dalla classe politica perché mi permetto di dissentire, pertanto capisco che di fronte alle reprimende salviniane i colleghi del tuo quotidiano provino profonda irritazione.

Tuttavia vorrei farti notare che la Repubblica da tempo si scaglia con accenti brutali contro il capo della Lega e la Lega in generale. Non mi riferisco ai vostri rilievi politici ovviamente legittimi, piuttosto al disprezzo che avete manifestato nei confronti del cosiddetto Capitano, quasi questi fosse un nemico personale della redazione di cui tu sei la punta di diamante. Ammetti caro Ezio che i primi ad esagerare nel rimproverare aspramente Matteo siete stati voi, e ora non potete lagnarvi se lui vi risponde a tono. Nelle polemiche le cose vanno da sempre così, a uno schiaffone si risponde con un ceffone e non è il caso di stupirsene.

 

Tra l'altro, la Repubblica ha addirittura inaugurato una rubrica allo scopo di segnalare episodi ingigantiti dall'odio e, per coerenza, non è bello vederla impegnata a odiare gli avversari politici con la foga che la contraddistingue in questa fase di lotta tra destra e sinistra, entrambe squinternate.

Tutti dicono che bisognerebbe abbassare i toni, però nessuno li abbassa cosicché le pagliacciate seguitano a turbare il clima. Se i giornalisti fossero persone serie sarebbero obbligati a essere solidali tra di loro, nel comune interesse, invece si beccano quali galletti ciascuno per difendere il proprio pollaio pieno di escrementi.

P.s. Segnalo a Mauro col dovuto rispetto che Salvini non ha mai esortato il governo a chiudere i quotidiani poiché inutili e fastidiosi, mentre i grillini, tramite Crimi e compagnia, insistono a considerarli nemici indegni di sopravvivere. Visto l' andamento delle vendite complessive della stampa, converrebbe anche a te fare in modo che la politica ci lasci lavorare in pace. Aggiungo che ogni Paese avanzato d'Europa finanzia le aziende editoriali.

di Vittorio Feltri per www.liberoquotidiano.it