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"I cambiamenti climatici esistono da quando esiste la Terra, l'uomo neppure c'era". Franco Prodi ribadisce il concetto del riscaldamento globale come congettura e lo fa nell'intervista concessa a Italia Oggi. Il climatologo ed ex direttore dell'istituto di Scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche, ndr), è stato quasi "costretto" a dover tornare sull'argomento per ribadire alcuni concetti già espressi in precedenza, anche in virtù del fatto che il Governo sta pensando a un decreto legge per contrastare il riscaldamento globale: "Tutti fanno bene a difendere l'ambiente. Ma occorre uscire dall'equivoco che vuole che ridurre le emissioni di Co2 serva a risolvere il problema del riscaldamento. Non è così. Si difenda piuttosto l'ambiente riducendo l’inquinamento del terreno, del mare, dell'aria...", rimarca. 

L'equivoco, a suo parere, nasce dal fatto che non esiste nessuna ricerca che dimostri la correlazione tra l'attività dell'uomo e i cambiamenti climatici: "La Co2 non è di per sé un agente inquinante, anzi, è fondamentale per la vita stessa. Le previsioni allarmistiche lanciate da alcuni istituti non sono supportate da dimostrazioni scientifiche". Parole buone per smontare Greta Thunberg e il suo attivismo.

Se non è l'attività dell'uomo a causare il cambiamento del clima, allora qual è l'agente scatenante? Secondo Prodi è determinato dalla distanza variabile tra la Terra e il Sole: "Il clima non può non cambiare, perché è determinato dalla distanza da una stella, il Sole, che ha la sua variabilità. E da un pianeta, la Terra, che ha una distanza che varia, ed è circondato da un involucro molto complicato".

Riguardo alle indagini fatte all'Ipcc dell'Onu, il climatologo glissa: "Utilizza parametri discutibili, prospetta scenari non attendibili. Contro la congettura del riscaldamento globale dovuto a fattori umani sono state promosse varie petizioni di scienziati di fama mondiale. Le nubi non sono ben parametrate nei modelli adottati di studio, eppure sono al centro del sistema climatico".

Infine, Prodi ha voluto fornire quello che, secondo lui, sarebbe un punto di partenza fondamentale per la ricerca per quanto riguarda la tutela dell'ambiente: "Ridurre i metalli pesanti negli oceani, nei terreni, migliorare la qualità dell'aria. In tal senso è importante rilanciare gli accordi internazionali per tenere sotto controllo i combustibili fossili, ripensare i modelli di produzione. Su questo si può fare molto". 

 

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