rapper rom Corriere Web MilanoUn metro e 65, guance rasate, capelli scuri. Un uomo qualunque e dal soprannome comune. Invece Angelo Guarnieri detto lo «zio», 67enne originario di Chieti, rom italiano, è uno degli storici capi del campo nomadi di via Bonfadini. E in quest’angolo della periferia Est alle cinque di mercoledì visitato da un centinaio di carabinieri, rimasti poi a oltranza — in serata ancora si scavava alla ricerca di nascondigli — Guarnieri è quello che gestiva una delle tre specializzazioni criminali: la ricettazione di preziosi (gli hanno sequestrato gioielli non suoi per oltre un milione di euro). Le altre specializzazioni sono il traffico di cocaina e le razzie di macchine successivamente smontate e rivendute a pezzi, con le carcasse incendiate.

La prima attività, proprio grazie all’operazione che ha portato a complessive 21 misure cautelari, dovrebbe per appunto esser terminata. Quanto alle restanti due, vedremo eventualmente più avanti se cambierà la tattica, perché da troppo tempo via Bonfadini, un campo autorizzato, è fuori da ogni regola. E qui s’intende non il mancato controllo quotidiano delle forze dell’ordine, pur al netto della fatica di entrare se non con numerose pattuglie, quanto nell’assenza di inchieste faticose e definitive. Nell’attesa, naturalmente, dello sgombero sul quale il sindaco Giuseppe Sala la scorsa settimana ha manifestato delle aperture.

di Andrea Galli per milano-corriere-it