capture 466 28032020 175327Anche nella settimana dal 2 all’8 marzo le vendite della distribuzione moderna hanno fatto registrare un importante balzo (+11,02%). E adesso sono soprattutto gli abitanti del Meridione a fare scorte(la cartina)

L’aggravarsi dell’emergenza Coronavirus ha innescato un’ulteriore corsa a fare le scorte di prodotti alimentari. Nella settimana dal 2 all’8 marzo le vendite della distribuzione moderna hanno fatto registrare un nuovo balzo dell’11,02% a livello nazionale, dopo il +12,21% della lettura precedente.

E se a fine febbraio erano stati soprattutto i cittadini del Settentrione a fare incetta di prodotti, nella prima di marzo è stata la volta del Meridione. Un andamento che evidenzia come i timori si siano rapidamente spostati al Sud che, in un primo momento, aveva reagito all’epidemia senza farsi prendere dal panico, in quanto i casi erano molto pochi. I sette giorni in esame sono quelli che si sono conclusi con l’estensione della “zona rossa” a tutta la Lombardia e a 14 province del Nord; il provvedimento che ha coinvolto tutto il territorio nazionale è successivo (lunedì 9 marzo) ed è quindi assai probabile che nella prossima lettura le vendite mostrino un’ulteriore accelerazione.

Il Meridione ha così mostrato una crescita del giro d’affari del 20,90%, seguito dal Centro (+12,90%). NelSettentrione gli acquisti sono rimasti molto sostenuti ma la crescita ha mostrato un rallentamento rispetto alla settimana precedente: il Nord-ovest è cresciuto del 7,88% e il Nord-est del 7,46%.

 

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A livello regionale spiccano i progressi di Calabria (25,4%), Campania (22,5%) e Puglia (+22,5%). L’altra grande regione meridionale, la Sicilia, si è attestata a +19,8%. Il progresso più contenuto su tutto il territorio nazionale è stato quello della Lombardia (+6,3%), dove i consumatori avevano già fatto le scorte in precedenza, seguita da Friuli-Venezia Giulia (+6,6%) ed Emilia Romagna (+7,8%), l’altra regione che per prima, assieme alla Lombardia, è stata investita dall’emergenza sanitaria.

A livello di canali la performance migliore è stata quella dei negozi di vicinato e la peggiore quella degli ipermercati, andamenti chiaramente influenzati dalle limitazioni agli spostamenti.

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di MARCO FROJO per www.repubblica.it